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Il 2008 si è presentato come l'anno della svolta del poker, soprattutto in Italia. Arrivati a conclusione del primo trimestre, le uniche notizie certe che si sono avute riguardano le associazioni presenti sul territorio.E non sono state notizie piacevoli, anzi.
Nel giro di pochi mesi sono stati chiusi 3 circoli e denunciati sia i gestori di questi ultimi ed, in certi casi, anche chi si trovava a giocare nel momento del controllo.
Prima di entrare nell'argomento, cercando di far chiarezza, è giusto fare una cronistoria degli eventi che hanno portato a questi discorsi.
Il primo circolo messo sotto sequestro è stato quello di Saluzzo in provincia di Cuneo. Accusati di favorire il gioco d'azzardo i titolari del club hanno mosso a loro discolpa determinate argomentazioni, come il tetto max previsto per il buyin (50€), nonostante l'assenza di premi materiali i soldi venivano accreditati su carte di credito che i vincitori potevano usare solo x acquisto di beni.
Nel caso di Saluzzo evidenzia uno dei maggiori problemi attuali, l'assenza di una regolamentazione precisa e specifica.
Il confine è troppo labile tra l'holdem ed il poker tradizionale, specie per chi non è sufficientemente informato sulle differenze, ed il rischio di passare al reato di gioco d'azzardo è alto.
D'altro canto i gestori della sala hanno fatto presente che il loro lavoro svolto fino a quel momento, compreso anche l'accredito di vincite sulle carte di credito/debito, rispettava le indicazioni date dal Ministro dell'Interno in merito al settore.
Poco dopo arriva la notizia che la Polizia di Vicenza denuncia una serie di controlli in locali dove si gioca d'azzardo.
Nel caso del nord-est si rileva il fatto che, stando alla regolamentazione attuale, quando un torneo non rispecchia i canoni base, bisogna informare preventivamente la Questura che deve dare l'autorizzazione.
In questa situazione chi doveva far ciò ha provato ad aggirare l'ostacolo facendo richiesta ad un commissariato diverso per poi farla pervenire tramire quest'ultimo, a chi di dovere.
Tutto questo non ha fatto altro che insospettire la Polizia, supponendo che la costituzione di un Associazione affiliata al CONI non sia altro che un metodo per essere coperti mentre si promuove il gioco d'azzardo.
Ultima è arrivato il caso di Milano, dove un circolo molto conosciuto è stato posto sottosequestro, con i 3 proprietari accusati di gioco d'azzardo e frode in commercio.
In questo caso c'è da notare l'accanimento verso il circolo, praticamente dipinto come una bisca clandestina. E viene anche messo in evidenza il problema dei bar dove si gioca a poker. Infatti, per avere certi permessi le associazioni non devono avere una licenza vera e propria di bar, ma una rilasciata dall'ASL della regione che autorizza la vendita.
Si nota anche il controsenso perchè si parla addirittura di gioco cash, facendo riferimento ai pezzi di chips trovati (da 50 a 5000).
Questi fatti di cronaca hanno fatto si che la situazione del poker "live" in Italia non è assolutamente ben definita.
Il problema maggiore è la mancanza di una regolamentazione a monte di tutto il settore.
Questa si evidenza maggiormente nel momento in cui accadono questi fatti, perchè entrambe le parti arrivano a confronto senza pensare minimamente che l'obiettivo primario sarebbe quello di trovare una regolamentazione stabile.
Chi deve controllare che tutto si stia svolgendo nella maniera giusta, non ha nè le conoscenze dell'argomento in questione (il texas hold'em) nè le precise idee se quello che trovano durante in controllo è in regola o meno.
D'altro canto l'espansione a macchia d'olio del fenomeno Poker alla Texana, ha fatto si che nascessero tante situazioni, dove non c'è l'interesse da parte di chi è dentro a far chiarezza sulla situazione.
E purtroppo, spesso sono proprio le Federazioni a non voler sentire da questo orecchio. Invece di creare un fronte unico nel tavolo di discussione sulle regole, ci si trova quotidianamente a leggere di contrasti tra loro o la nascita di qualche nuova federazione.
Se a questo aggiungiamo anche la nascita continua di associazioni che hanno tutto, tranne l'interesse che questo problema venga risolto, si chiude il cerchio.
Noi di pokeritalialive siamo convinti della necessità di una regolamentazione precisa, magari ferrea, alla quale bisogna attenersi.
Anche perchè allo stato attuale, viene a mancare il fondamento principale di tutto il discorso, ovvero la tutela dei giocatori.
Crediamo non sia assolutamente giusto che ogni giocatore debba avere il timore di controlli, quando và a giocare il poker sportivo live.
scritto da: PokerItaliaLive Staff
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